L’ospite di questa settimana del mio blog è Pablo Mas Ballester di Specialisterne, una realtà da pochi mesi presente anche in Italia.

Ciao Pablo e benvenuto sul mio blog. Quando è nata e di cosa si occupa Specialisterne?
Ciao Rosella, e grazie per l’invito. Specialisterne è nata dal 2004 in Danimarca. È stata fondata da Thorkil Sonne, padre di un figlio diagnosticato con Autismo. Thorkil aveva un approccio differente: lui vedeva come capacità specifiche alcune caratteristiche che fino a quel momento erano solo considerate come handicap. Ha iniziato il progetto di Specialisterne: offrire formazione e sbocchi lavorativi a persone con Disturbo dello Spettro Autistico ad alto funzionamento o Sindrome di Asperger, trasformando le diversità in vantaggio competitivo.

Possiamo dire che Specialisterne è un’impresa sociale anche se nella forma è una srl?
Sí, veramente. Specialisterne ha una fondazione globale, Specialisterne Foundation, ed è presente in ogni paese dove inizia a operare creando delle collaborazioni locali. Siamo già presenti in 19 paesi e in 4 continenti. In Italia siamo una srl, ma stiamo valutando la possibilità di diventare anche impresa sociale, visto che esiste il registro ufficiale, cosa che succede in pochi paesi del mondo. L’idea è essere impresa sociale per mostrare al mondo come una organizzazione che basa la sua attività nel talento delle persone con autismo può essere sostenibile.

Quali sono le maggiori difficoltà che incontrate nel vostro lavoro?
La diagnosi di Disturbo dello Spettro dell’Autismo è cresciuto molto recentemente. C’è ancora poca conoscenza riguardo questo tema. Questo porta a 2 grandi difficoltà: da un lato non è semplice arrivare alle persone che hanno queste caratteristiche. A volte non hanno la diagnosi, o l’hanno avuta recentemente quando già sono adulti. Quindi la diffusione è fondamentale. Dall’altro lato, le grandi aziende non conoscono le capacità delle persone con la diagnosi: grande memoria, capacità visiva, tenacia, abilità per vedere i dettagli, riconoscimento di modelli, onestà. Quindi, dobbiamo fare un lavoro per cambiare la percezione che esiste dell’autismo. Ci sono difficoltà, è chiaro, ma c’è un grande potenziale che ci offre opportunità per sfruttare il talento che hanno i nostri consulenti. I nostri progetti con aziende come SAP, JP Morgan, everis, Microsoft, ci aiutano ad avere una credibilità più forte.

Per concludere, quali sono i vostri programmi per il 2018?
Essendo nati in Italia nel 2017, il 2018 deve essere l’anno dell’affermazione di Specialisterne in Italia. Vogliamo arrivare a formare 40 persone e aggiungere una percentuale di almeno 70% d’inserimenti lavorativi. Vogliamo anche fare il primo progetto fuori Milano, abbiamo istituzioni e aziende interessate a Roma, in Veneto o in Toscana, per esempio. Per tutto questo, è fondamentale che nuove aziende vogliano mettere a frutto il talento dell’autismo.