Da molti anni dico (ma siamo in tanti ad affermarlo) che la fiducia è l’ingrediente numero uno per una strategia di sostenibilità di successo, capace soprattutto di ingaggiare gli stakeholder.
Finalmente sembra esserci una ripresa sul fronte del livello di fiducia nel Paese: ieri l’Istat ha comunicato che a gennaio l’indice del clima di fiducia dei consumatori segna un nuovo massimo storico. Aumenta a 118,9 punti dai 117,7 del mese precedente, il livello più alto dall’inizio delle serie storiche iniziative 21 anni fa (gennaio 1995). Purtroppo non va altrettanto bene l’indice delle imprese che scende a 101,5 da 105,6 pur rimanendo sui valori più alti dopo l’inizio della crisi. Sul fronte dei consumatori migliorano tutte le stime delle componenti del clima di fiducia: l’incremento risulta maggiore per le componenti personale e corrente (rispettivamente a 107,6 da 104,5 e a 113,5 da 109,1) e più contenuto per la componente economica (a 153,5 da 153,0) e quella futura (a 127,7 da 127,3).
Questo aumento di fiducia è forse collegato a una maggior sensibilità ambientale? Penso di sì e concordo con Paolo Anselmi che affermava in un’intervista sul mio blog alcuni mesi fa “la sostenibilità è l’unico orizzonte valoriale che può ricostruire fiducia e visione positiva del futuro e legittimare il ruolo delle imprese facendole percepire come attori positivi sul piano sociale e culturale, oltre che su quello economico”.
Se cresce l’impegno per la sostenibilità, aumenta quindi anche il livello di fiducia dei consumatori nei confronti delle imprese…