Anche un cimitero può contribuire alla sostenibilità e aiutare a far rinascere un’area degradata. È il caso del progetto GRABtree ideato da Legambiente, A3Paesaggio e GRAB+, la rete di cittadini a associazioni che si sta battendo a Roma per la realizzazione della ciclovia Grande Raccordo Anulare delle Bici.

Non si tratta di un cimitero tradizionale con tombe, loculi ed edilizia funeraria, bensì una foresta della memoria, un parco urbano con piante e alberi che ricordano chi non c’è più e rendono vitale uno spazio dove passeggiare, pedalare, coltivare orti urbani, fare sport o far giocare i bambini .

Anni fa durante alcuni scavi Tav sono state riportate alla luce 2.200 tombe della più imponente necropoli di età imperiale nota al mondo. Da lì l’idea di realizzare dove c’era l’antica necropoli un sepolcreto del nuovo millennio. GRABtree si propone come parco memoriale dove è consentita, nel rispetto della normativa vigente, la dispersione in natura delle ceneri derivanti dalla cremazione o l’interramento di urne ecologiche e biodegradabili ai piedi di un albero commemorativo.

Ma è anche un parco urbano di 60 ettari dove è prevista sia la piantumazione di 3.590 alberi nell’area che costeggia il tracciato del GRAB, Grande Raccordo Anulare delle Bici, sia la realizzazione di un lago e un ninfeo, orti urbani, vigneti e un giardino dei frutti dimenticati, un teatro e uno skatepark, una caffetteria e due velostazioni.

Cosa c’è di nuovo
Nella mente dei suoi ideatori GRABtree è un progetto che, oltre ad avere un importante valore sociale, ambientale, paesaggistico, diventa un acceleratore di un processo culturale, in atto in altri Paesi, per trasformare i tradizionali luoghi della memoria in aree green e vitali. Un piano di rigenerazione ma anche un progetto di forestazione urbana che ridisegna il concetto di mobilità e apre un nuovo fronte sul modo di vivere e fruire degli spazi della città. In bocca al lupo…