L’impegno nelle carceri delle imprese (e delle loro fondazioni) cresce e si diversifica. Un esempio interessante è il progetto #RIPARTODAME di Fondazione Adecco che favorisce l’inclusione sociale dei detenuti in art. 21 attraverso l’inserimento in contesti lavorativi all’esterno della struttura penitenziaria.

#RIPARTODAME è uno dei pochi progetti a livello europeo che non porta il lavoro all’interno del carcere ma sostiene l’inclusione socio-economica del detenuto nel medio e lungo termine, formandolo e preparandolo a contesti lavorativi esterni alla struttura penitenziaria.
L’iniziativa, destinata per ora ai detenuti del carcere di Bollate, nasce dalla collaborazione tra Fondazione Adecco, Fondazione Alberto e Franca Riva e il CESEN, Centro Studi sugli Enti ecclesiastici e sugli altri enti senza fini di lucro dell’Università Cattolica di Milano.
Le attività prevedono colloqui individuali, redazione del progetto professionale, orientamenti di gruppo e individuali, sostegno all’integrazione e monitoraggio del percorso svolto.
Fondazione Adecco si è ispirata a un progetto realizzato negli Usa dove quando il fine pena si avvicina vengono messe in atto iniziative per facilitare il reinserimento e per ridurre la recidiva.

Cosa c’è di nuovo
È provato da diverse ricerche che il tasso di chi torna a delinquere una volta uscito dal carcere rappresenta una spia del fallimento del sistema giustizia italiano a cui la Costituzione affida la funzione rieducativa della reclusione. #RIPARTODAME ha l’obiettivo di definire un modello replicabile e sostenibile in tema di inclusione delle persone detenute.