L’ospite di questa settimana del mio blog è Maurizio Mazzanti di Reborn Ideas, una startup innovativa molto “speciale”.

Ciao Maurizio e benvenuto sul mio blog. Ci racconti come nasce Reborn Ideas?
Reborn Ideas nasce dalla volontà di costruire un punto d’incontro dove consumatori consapevoli possano trovare la risposta alle loro esigenze di consumo selettivo, facendoli incontrare con la variegata offerta di prodotti realizzati in Italia da designer, makers e artigiani mediante upcycling, recycling e recupero creativo. Desideriamo che questa nuova realtà, possa contribuire ad una presa di coscienza sulle tematiche di sostenibilità. Viviamo in un’epoca in cui tutto è messaggio, i prodotti che compriamo raccontano chi siamo e ci rappresentano. Per questo vogliamo dare visibilità a tutti quei prodotti che possano parlare di upcycling, di recupero migliorativo, di circolarità delle materie, delle idee, delle competenze.

Vi definite il primo e-commerce omnicanale di prodotti 100% Made in Italy realizzati mediante upcycling, recycling e recupero creativo. Ci spieghi meglio?
“E-commerce omnicanale” può apparire quasi pleonastico, dentro l’omnicanalità è già insita la presenza nel canale digitale ma la nostra definizione nasce per identificare un nuovo tipo di retail che ha nei canali digitali il centro dell’ecosistema distributivo che però non è un centro isolato, vendiamo online ma i nostri prodotti sono distribuiti anche nei negozi più affini e nei market fair. Made in Italy perché i prodotti sono realizzati in Italia, Made in Italy è ancora sinonimo di qualità e lo è grazie alle competenze e alla attenzione impiegata in ogni fase della produzione.
Upcycling, recycling, recupero creativo, materiali innovativi sono tutti approcci e metodologie affini e complementari che portano al prolungamento del ciclo di vita dei materiali. Ma per Reborn Ideas anche le idee e le persone devono beneficiare di un prolungamento del “ciclo di vita” e per questo vogliamo anche parlare di recupero delle professionalità, delle esperienze, delle competenze.

Quale evoluzione vedete nei consumatori? Secondo voi quanto si è sviluppata negli ultimi tempi l’attenzione alla sostenibilità?
L’attenzione è cresciuta, mi piace pensare in termini ottimisti e vedere i cambiamenti in termini evolutivi. La raccolta differenziata nasce con una direttiva CEE del 1975, questo vuol dire che 50 anni fa plastica vetro carta e umido finivano indistintamente nella stessa discarica, non esisteva proprio l’idea del recupero. Poi come tutte le evoluzioni lente a volte accadono anche scossoni imprevisti che accelerano il cambiamento, nella fashion industry la tragedia del crollo del Rana Plaza a Dacca ha portato alla creazione di Fashion Revolution. Il sentimento si sta diffondendo ma ancora manca tanto per una fattiva attuazione di modelli di consumo più sostenibili, che in primis partono da una riduzione degli stessi.

Come viene gestito il rapporto con artigiani, creativi, designer?
È un rapporto di network, siamo consulenziali per tutte quelle attività che attengono all’esperienze lavorative precedenti, per cui marketing, comunicazione, pubblicità. Offriamo anche servizi di logistica e inoltre ci piace pensare di essere non solo degli aggregatori ma dei connettori. È importante fare fattor comune e sinergia.

Programmi per il futuro?
Crediamo molto nel Made in Italy anche perché puntiamo all’estero. I prossimi step del 2019 saranno la localizzazione del sito in inglese, anche per rivolgerci a mercati più maturi sul fronte della consapevolezza ambientale, come la Germania o il Nord Europa.
Inoltre continuiamo a cercare maker che condividono la nostra filosofia e in parallelo avvieremo l’attività di produzione contenuti editoriali all’interno di www.rebornideas.com per condividere, nella nostra piazza virtuale, informazioni, notizie, eventi riguardanti il tema dell’upcycling, del recycling e del recupero creativo.