Randstad ha un’attività particolare tra le tante che gestisce: la formazione finalizzata all’inclusione sociale di persone molto speciali. Si tratta di stranieri richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale oppure di persone che soggiornano per lunghi periodi in un Paese e sono alla ricerca di un lavoro. L’azienda ha organizzato più di 30 percorsi formativi per 362 persone orientati sulle possibilità e le richieste del mercato del lavoro. I percorsi formativi comprendono formazione linguistica, orientamento e ricerca attiva del lavoro e corsi professionalizzanti per l’acquisizione di nuove competenze. I candidati sono seguiti da un tutor anche per quanto riguarda le soft skills e la ricerca delle occasioni di lavoro, per tutta la durata del tirocinio e nei primi tre mesi successivi all’inserimento in azienda.
Nei giorni scorsi l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, ha premiato Randstad con il logo Welcome – Working for Refugee Integration il riconoscimento che viene dato alle aziende che si impegnano per favorire l’integrazione lavorativa dei beneficiari di protezione internazionale.
In Italia sono state 121 le aziende che nel 2019 si sono distinte per aver favorito il processo d’integrazione: oltre a Randstad sono state premiate anche Lavazza, Eataly e Reale Mutua.

Cosa c’è di nuovo
Randstad è da tempo impegnata in programmi di inclusione sociale e lavorativa di tutte le diversità presenti nelle aziende e nel mercato del lavoro. Un percorso che sottolinea la volontà di contribuire a costruire un mondo del lavoro più equo e sostenibile ma che ricorda anche la necessità per le aziende di valorizzare quel patrimonio di idee, competenze e talenti che può rendere qualsiasi organizzazione più competitiva.