L’ospite di questa settimana del mio blog è Angelo Rindone, fondatore della piattaforma Produzioni dal basso.

Ciao Angelo e benvenuto sul mio blog. Quando e come nasce Produzioni dal basso?
Ciao Rossella e grazie a te per l’invito. Produzioni dal Basso (Pdb) è una piattaforma di crowdfunding che ha una storia particolare perché è nata nel 2005, ovvero molto prima che venisse coniato il termine crowdfunding (nato a cavallo tra il 2008 e il 2009). È quindi una piattaforma ante-litteram nata come progetto amatoriale, fatto con grandissima passione ma in modo non strutturato e senza un modello di business e così è rimasta fino al 2013/14 quando la crescita esponenziale del fenomeno e degli utenti mi ha portato ad aprire una startup innovativa (www.folkfunding.com) che, oltre a gestire la piattaforma, si occupa di consulenza, analisi e sviluppo di progetti di Crowd Economy.
Questa particolare genesi di Pdb è un valore aggiunto e la vera differenza del nostro progetto con altri progetti italiani nello stesso mercato: la storia, la passione, la visione e l’esperienza sul campo che hanno caratterizzato questi anni sono stati preziosi per la nascita e il consolidamento di un team vero e proprio.

Nel 2017 siete stati la piattaforma che ha registrato la raccolta più alta in Italia: come ti spieghi questo successo?
Pdb è sempre stata, per il mercato italiano, una piattaforma vivace, molto attiva e utilizzata, però in effetti nel 2017 c’è stato un forte incremento sia in termini di transazione che di progetti e community e devo dire con grande soddisfazione che il 2018 sta segnando un ulteriore incremento. Credo che i motivi si possano ricercare in 2 fattori principali, uno esterno e uno interno.
Quello “esterno” è certamente lo sdoganamento a vari livelli di questo strumento, sia per quanto riguarda la modalità donation e reward che per approcci più complessi come le modalità equity e lending. Inizialmente il crowdfunding era visto come qualcosa di “esotico”, innovativo ma fondamentalmente marginale nelle strategie di raccolta fondi. Oggi è uno strumento sempre più studiato e consolidato non solo nei mercati anglosassoni ma certamente anche in Europa e piano piano sempre di più anche in Italia (anche se c’è ancora molta strada da fare). Quindi piattaforme come Pdb stanno beneficiando della crescita (+45% nel 2017 rispetto all’anno precedente) del mercato nel suo complesso.
Per quanto riguarda i fattori “interni” il merito va tutto al team che amministra con grande serietà e passione giorno per giorno la piattaforma. Marta Dall’Omo, Project Manager di Pdb, gestisce un team sempre più articolato che va dagli sviluppatori, ai Campaign Manager e dall’Ufficio Stampa fino alla Customer Care, servizio che abbiamo molto potenziato proprio nel 2017 e che risulta molto apprezzato, sia dalla comunità dei donatori che da quella dei progettisti.

Ci racconti un progetto che ritieni particolarmente significativo realizzato con un’impresa?
Il lavoro con le Aziende è una delle attività che ha caratterizzato l’ultimo anno e mezzo di Pdb, si tratta di grosse realtà che a vario livello hanno utilizzato e utilizzano la piattaforma e la sua comunità generalmente per iniziative di CSR e Open Innovation.
Per noi questo percorso è iniziato con la collaborazione con Banca Etica ed Etica SRG che, grazie al fondo per il microcredito, hanno lanciato una serie di bandi tematici, chiamati IMPATTO +, per co-finanziare iniziative sociali.
Ad oggi le iniziative di co-finanziamento di Aziende su Pdb comprende realtà come Fastweb e il MIUR, Banca BPER, l’Università Bicocca, Infinity, Corepla, Arci e abbiamo avuto iniziative spot anche di realtà come Slow Food e Telethon.
Le iniziative e i progetti finanziati su Pdb sono davvero tanti diventa difficile fare una classifica, ogni storia ha una caratteristica particolare, un suo linguaggio, un suo senso e una sua comunità.
Quello che colpisce è che su una piattaforma come Pdb trovino spazio progetti diversissimi tra loro, i progetti sociali e culturali sono la maggior parte ma sta crescendo anche il mondo dell’associazionismo, progetti istituzionali e scolastici e gli eventi.

Programmi per il futuro?
Uno dei temi caldi che stiamo affrontando in questi ultimi mesi riguarda l’organizzazione dei dati con lo scopo di cominciare a restituire valore tangibile alla nostra comunità attraverso l’elaborazione ragionata delle metriche di ogni singolo progetto in relazione con le medie della piattaforma.
Il processo in atto ci ha portato ad elaborare ed incrociare oltre 20milioni di dati e di azioni e l’evoluzione a cui lavoriamo va verso un organizzazione algoritmica di questa mole di informazioni per elaborare un interfaccia di supporto in AI in grado di aiutare chi propone i progetti in tutte le fasi della campagna di raccolta fondi, suggerendo azioni, indicando punti debili della campagna e offrendo rating e feedback continui.
Non sarà un percorso semplice dal punto di vista ingegneristico ma è un progetto che ci stimola molto, un evolutiva di grande impatto sulla filiera del crowdfunding e forse una sfida per tutto il mondo del fundrasing.