La notizia è di qualche settimana fa ma vale la pena riprenderla: Poste Italiane a novembre ha riunito per la seconda volta i sindaci dei piccoli comuni italiani alla presenza delle massime istituzioni del Paese. Un’occasione per fare il punto su quanto realizzato e presentare il nuovo piano di intervento ma anche per dare ai sindaci la possibilità di far sentire la loro voce.

Durante l’incontro è stato ricordato che l’azienda ha raggiunto tutti gli obiettivi presentati durante il primo incontro con i sindaci: sono stati realizzati 14.000 interventi ed è stata mantenuta la promessa di non chiudere nessun ufficio postale. Inoltre sono stati organizzati 900 incontri con amministratori locali, si è proceduto con l’istallazione di 614 ATM Postamat, sono stati attivati servizi a domicilio e presso esercizi convenzionati nei Comuni privi di ufficio postale etc. Molto interessante anche l’idea di realizzare 15 murales per migliorare il decoro urbano di alcuni uffici postali periferici.

L’incontro è stato l’occasione anche per presentare i nuovi impegni per i piccoli comuni: automezzi ecologici, POS in comodato gratuito, nuovi servizi informativi, iniziative di educazione finanziaria per gli studenti etc. Quest’ultimo obiettivo è particolarmente ambizioso: l’azienda intende infatti coinvolgere 7.530 scuole entro il 2022, il 65% di tutti gli istituti presenti nei piccoli comuni.

Cosa c’è di nuovo
Parlare di impegno sociale è relativamente facile. Fare di questo impegno qualcosa di concreto lo è molto meno. Per questo è importante vedere come Poste Italiane, che ha la rete più capillare d’Italia, dimostra di pensare al futuro del Paese preoccupandosi delle realtà più deboli.