Greta Thunberg, 16 anni tra qualche giorno, è diventata un “caso” anche mediatico grazie al suo impegno nella lotta ai cambiamenti climatici. Nadia Sparkes, 13 anni, è un simbolo per chi crede che bisogna mettere fine all’invasione della plastica nell’ambiente. I fratelli Carter e Olivia Ries, americani di 17 e 16 anni, da anni si battono per il pianeta e hanno fondato un’associazione ambientalista.

La storia di Greta è forse la più nota: lo scorso settembre è rimasta seduta per due giorni a settimana, per tre settimane, davanti al Parlamento di Stoccolma. “Lo faccio perché gli adulti stanno sgretolando il nostro futuro”, era stato il suo commento. A ottobre ha parlato davanti a 10.000 persone, durante una protesta sui cambiamenti climatici a Helsinki, e ha partecipato alla COP 24 che si è tenuta a Katowice, in Polonia. Da settimane su Instagram e Twitter invita gli studenti di tutto il mondo a unirsi a lei in questa battaglia, protestando nelle proprie città, utilizzando gli hashtag #SchoolsStrike4Climate #ClimateStrike #FridaysForFuture e andando sul sito FridayForFuture per consultare le iniziative programmate e parteciparvi o per comunicare quelle organizzate localmente aggiungendole alla mappa.

L’impegno di Nadia Sparkes, che abita in Inghilterra nella zona di Norfolk, è forse meno conosciuto. Ogni mattina esce di casa un’ora prima della campanella e raggiunge in bici rossa la scuola: a ogni rifiuto incontrato per terra si ferma per raccoglierlo nel suo cestino. Sta attenta soprattutto alla plastica, ai monouso, ai palloncini, che come scrive sui social «poi finiscono in mare e contribuiscono alla morte degli animali». Non è stato facile per lei: i compagni di scuola hanno iniziato a chiamarla trash girl (ragazza spazzatura). Lei ha trasformato quel soprannome nel suo simbolo, con tanto di fumetto, e creato una comunità di 4000 ambientalisti che la affianca. Oggi è ambasciatrice del Wwf.

Carter e Olivia Ries nel 2009, ad appena otto anni, hanno fondato l’associazione One More Generation per sensibilizzare le persone a proteggere le specie a rischio estinzione. Più recentemente la loro attenzione è per i mari ostruiti dalla plastica: con l’iniziativa One Less Straw cercano di convincere gli americani a trovare alternative ai 500 milioni di cannucce di plastica consumate ogni giorno negli USA.

Concludo con le parole di Greta: Dite di amare i tuoi figli sopra ogni altra cosa eppure state rubando il loro futuro davanti ai loro stessi occhi. Finché non inizierete a concentrarti su ciò che deve essere fatto piuttosto che su ciò che è politicamente possibile, non c’è speranza. Non possiamo risolvere una crisi senza trattarla come una crisi. Dobbiamo mantenere i combustibili fossili nel terreno e dobbiamo concentrarci sull’equità. E se le soluzioni all’interno del sistema sono così impossibili da trovare, forse dovremmo cambiare il sistema stesso.

Cosa c’è di nuovo
A preoccuparsi per il futuro del pianeta sono prima di tutti i giovani: l’impegno di questi ragazzi ci dà il senso dell’urgenza ma soprattutto ci fa sperare in una nuova generazione più sostenibile e responsabile.