L’ospite di questa settimana è Domingo Iudice, uno dei cofondatori di Pescaria, fast food “marinaro” nato in Puglia.

Ciao Domingo e benvenuto sul mio blog.  Da chi è partita l’idea di Pescaria?
Ciao, grazie per l’ospitalità! Pescaria è un’idea spontanea, nata tra amici durante una sera d’estate a Polignano. Ci siamo detti: facciamo qualcosa di diverso, non il solito ristorante di pesce ma un fast food di altissima qualità, a base di pesce. Il discorso filava, c’ero io – con l’agenzia di marketing Brainpull – e il pescatore, Bartolo L’abbate. Abbiamo subito fatto un sopralluogo in quello che di lì a poco sarebbe diventato il nostro primo locale. Nel frattempo è arrivato lo chef Lucio Mele (che studia ogni singolo panino), insieme abbiamo inaugurato Pescaria a maggio 2015 nel centro storico di Polignano, a due passi dal mare. Durante il primo mese, in 70 mq abbiamo preparato più di 3000 panini. C’è un’altra cosa a cui teniamo tanto: il nostro nome, Pescaria, è stato scelto da oltre 300 persone su Facebook, coinvolte in un sondaggio pochi mesi prima dell’apertura. Ora abbiamo un locale più grande a Polignano e due a Milano. Non escludo che ne arrivino altri, nelle principali città italiane, nel corso di quest’anno.

Quali sono le caratteristiche che fanno di Pescaria una proposta “diversa”?
Pescaria è un fast food “puro”: ordini in cassa e ti accomodi in uno dei posti disponibili. C’è il social table, i nostri camerieri-runner gridano (per scelta) il numero di comanda e consegnano i panini, preparati al momento e con pesce freschissimo. Abbiamo deciso di comunicare in un modo semplice, diretto, spontaneo: tutti possono raccontare la loro esperienza a Pescaria, senza fronzoli, così com’è.

Ci racconti in poche parole un’iniziativa sociale che ti rende particolarmente orgoglioso?
Siamo uno dei primi locali in Italia ad essere completamente plastic free in tutte le sedi, a Polignano e a Milano. Abbiamo cominciato a pensarci in estate e ci siamo messi subito al lavoro, non volevamo perdere tempo. Prima abbiamo coinvolto cittadini e volontari in iniziative di pulizia della costa, poi abbiamo eliminato la plastica monouso e da dicembre 2018 usiamo solo bicchieri, posate, cannucce in PLA, materiale derivato dal mais, simile alla plastica ma 100% compostabile. Pescaria Plastic Free è qualcosa di più grande, è un progetto pensato per tutti i ristoratori che hanno voglia di seguire il nostro esempio. Abbiamo anche aderito a Cucinare per Ricominciare, progetto di integrazione lavorativa e accoglienza rivolto ai rifugiati e ai migranti, realizzato da Panino Giusto e AVSI.

Sei un portavoce dell’Advisory Board dell’Accademia del Panino Italiano. Ci spieghi meglio qual è il tuo ruolo?
L’Accademia del Panino Italiano è un ente senza scopo di lucro, una Fondazione che ha l’obiettivo di tutelare l’identità del panino italiano per diffonderlo in tutto il mondo, attraverso iniziative che promuovono e raccontano l’autenticità del panino che noi consideriamo un vettore della cultura enogastronomica italiana. L’Advisory Board, nello specifico, agisce da organo decisionale in tutta una serie di processi, come la validazione dei programmi e delle attività di promozione, tra cui il processo di certificazione del Panino Italiano, che attraverso tre requisiti (maestria, creatività, territorio) permette di certificare la qualità del prodotto. Tutte queste attività – tra le altre cose – offrono agli utenti di tutto il mondo la possibilità di poter facilmente trovare il panino italiano più vicino a loro.

Programmi per il futuro?
Abbiamo in mente di portare la filosofia di Pescaria – quindi un pezzo di Puglia – in tutte le principali città italiane coinvolgendo la comunità entusiasta che ci ruota attorno. È qualcosa che potrebbe succedere davvero in pochissimo tempo!