Della Food Policy del Comune di Milano avevo già parlato tempo fa sul mio blog. Torno ad affrontare l’argomento per segnalare lo sviluppo di OpenAgri un progetto che promuove un nuovo modo di interpretare alcune delle sfide che coinvolgono le grandi città.
Innovare la campagna, coltivare la città: con questi obiettivi nasce nel 2017 OpenAgri, un progetto promosso dal Comune di Milano e 15 partner del mondo universitario, associativo e imprenditoriale nel contesto di UIA (Urban Innovative Actions), iniziativa dell’Unione Europea che promuove azioni innovative nelle città.
OpenAgri è uno strumento per mettere in pratica la Food Policy di Milano, creare nuova occupazione, formare nuove competenze nell’ambito dell’agricoltura periurbana. Il progetto prevede la realizzazione di un polo per l’innovazione nell’agricoltura periurbana nell’area sud di Milano, un’idea innovativa per rispondere al trend di crescita del settore agroalimentare e contemporaneamente offrire un’opportunità occupazionale soprattutto ai giovani.
Sono previste una serie di attività: dalle coltivazioni acquaponiche al recupero di antiche varietà di grani e cereali; dall’allevamento di razze dimenticate allo studio di nuovi modelli di logistica per la distribuzione dei prodotti agricoli. Il tutto viene ospitato in 30 ettari messi a disposizione gratuitamente dal Comune per lo sviluppo di una moderna gestione e un’attenzione particolare al recupero degli scarti di lavorazione dei prodotti agricoli.

Cosa c’è di nuovo
OpenAgri è una sorta di laboratorio di sperimentazione su larga scala: oltre che per intercettare la domanda di innovazione tecnologica nella filiera produttiva agroalimentare, l’iniziativa prevede una serie di laboratori per presentarsi alla città e realizzare una mappa di tutti i soggetti che investono le proprie energie in attività agricole sovvertendo le tradizionali gerarchie centro/periferia, campagna/città, urbano/rurale, vicino/lontano.