L’ospite di questa settimana del mio blog è Chris Richmond Nzi ideatore di Mygrants, una app che attraverso dei quiz consente ai migranti di informarsi e di imparare.

Ciao Chris e benvenuto sul mio blog. Ho letto che Mygrants è una app per andare oltre la demagogia e l’utopia: ci spieghi cosa significa e da dove è partita l’idea?
Ciao Rossella, grazie mille per questa intervista! L’idea di andare oltre la demagogia e l’utopia è maturata durante i 5 anni trascorsi in qualità di analista strategico d’intelligence (e poi Commissario) in Frontex, l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Ue. Dal 2010 al 2015, grazie all’analisi dei dati, ho potuto approfondire e monitorare tutti quei fattori che possono far scaturire flussi migratori verso i confini esterni dell’Unione europea e anticipare l’evoluzione dei flussi migratori negli anni a venire.

Nel tempo libero ho cercato di mettere a disposizione le mie competenze per enti che si occupavano di accoglienza di immigrati, dovendo però constatare la poca efficacia delle attività in essere. Per questa ragione ho deciso di mettermi in gioco personalmente e con Aisha Coulibaly (oggi Co-Founder di Mygrants) abbiamo scelto di trasformare il fenomeno migratorio in una grande opportunità, non soltanto per gli immigrati ma soprattutto per le comunità ospitanti, certi che anche tra gli immigrati sbarcati in Italia vi fosse del potenziale talento ancora inespresso.

Che cos’è Mygrants e che benefici porta ai migranti in generale e all’Italia in particolare?
Tra il 1° Gennaio 2016 e il 31 Dicembre 2017 sono sbarcati in Italia oltre 300.000 immigrati. Il 90% aveva meno di 35 anni, solo il 53% possiede un diploma superiore e soltanto il 13% è laureato.

Mygrants è la prima web-app che, attraverso moduli con quiz tematici ripetibili a risposta multipla in inglese, francese e italiano, fornisce ai migranti informazioni fondamentali sui loro diritti e doveri, un percorso di formazione per rafforzare le competenze pregresse e il supporto necessario durante il lungo periodo di permanenza nei centri di “prima” (CAS) e “seconda” (SPRAR) accoglienza.

Mappando le attitudini, gli interessi, il background, la disciplina, il talento, il potenziale e le soft skills degli immigrati, Mygrants è in grado (grazie ai dati raccolti e analizzati) di agevolare la fase di transizione da “soggetti che dipendono dall’assistenza” a “risorse umane produttive” in ciò che viene ormai definita la società della conoscenza. Mygrants profila gli immigrati in base alle attitudini e competenze pregresse e misura lo stato di avanzamento nell’acquisizione delle conoscenze, registra la capacità di raggiungimento degli obiettivi e misura la perseveranza. L’obiettivo finale è favorire l’emersione di background, competenze formali e informali pregresse o acquisite, interessi, perseveranza, desideri e potenziale di tutti gli immigrati presenti dentro e fuori i centri di accoglienza in Italia. Ogni mese i Trainees con la migliore performance ricevono delle opportunità (destinazioni) a seconda dei loro profili che noi Mygrants chiamiamo semplicemente (Grants): Higher education; Job placement; Entrepreneurial support.

Il beneficio per gli immigrati è evidente: trascorrere il lungo periodo in accoglienza e il tempo libero in modo costruttivo per una crescita personale (empowerment), ambire a conseguire il proprio sogni di vivere una vita più che dignitosa in un paese che desiderano e meritano di chiamare casa.

Il beneficio per l’Italia è altrettanto evidente: innovare il sistema di asilo e poter scegliere, ogni anno, i 40.000 immigrati più talentuosi e con il maggiore potenziale per ambire e conseguire una riduzione dei costi di pensioni, sanità e assistenza sociale. Ma vi è di più. Gli immigrati [regolari] in Italia rappresentano il 9,5% dell’intero stock di imprese attive (Mygrants è una di queste) e sono in grado di generare opportunità di inserimento lavorativo non soltanto per i migranti ma anche e soprattutto per gli italiani. E se anche gli immigrati in attesa di uno status avessero l’opportunità – oltre che il diritto – di apportare il loro contributo imprenditoriale per il conseguimento di una crescita economica e sociale duratura e condivisa? Probabilmente la riduzione per l’Italia dei costi di pensioni, sanità e assistenza sociale potrebbe essere ampiamente superiore al 20%. Fate voi!

Con chi hai collaborato per la realizzazione della app?
Come la maggior parte delle start-up oltre all’idea dei Founders era necessario individuare e reperire risorse (economiche, materiali e immateriali) prima di passare all’azione, per sviluppare un MVP (Minimum Viable Product) che potesse validare ciò che sembrava – all’inizio – una folle idea. Antonio Perdichizzi è stata la prima persona alla quale abbiamo condiviso, nel 2016, l’intenzione di avviare, sfruttando le nostre competenze tecniche in merito, un’impresa innovativa in grado di dare una risposta obiettiva e definitiva alla demagogia e l’utopia dilagante. Antonio ci ha fatto incontrare con alcuni suoi amici tra cui Sara Roversi e Andrea Magelli, in seguito diventati tutti e tre nostri investitori. Oltre alle risorse economiche necessarie, i nostri investitori ci hanno messo a disposizione quelle risorse materiali e immateriali che erano necessarie per trasformare un’idea in qualcosa di più concreto, tra cui uno spazio di lavoro (Co-Business a Bologna) di oltre 600mq, supporto tecnico e networking. Dal 13 Gennaio 2017 – giorno del nostro trasferimento a Bologna – avevamo poche priorità: produzione di contenuti da erogare; traduzione dei contenuti da erogare; sviluppo di una piattaforma tecnologica; immissione del servizio sul mercato per testarlo. L’Università degli Studi di Foggia, Future Food Accelerator e FEDUF (ABI) sono stati nostri partner nella produzione di contenuti formali da inserire in una piattaforma sviluppata internamente dal team Mygrants. L’analisi dei dati, forse l’attività più importante attualmente, viene svolta in collaborazione con una società estera, in quanto non siamo riusciti a trovare un accordo con nessun soggetto nazionale.

Mygrants ha i conti in equilibrio. Come si sostiene?
La demagogia dice che gli immigrati ricevono €35 al giorno per stare in un centro di accoglienza senza fare nulla. La verità è che gli immigrati beneficiano direttamente soltanto del cosiddetto pocket money, ovvero €2,50 al giorno (€75 al mese). Gli enti gestori ricevono €35 al giorno per erogare una serie di servizi base (prima accoglienza) e complementari (seconda accoglienza), di cui solo il 5 -7% è dedicato alla formazione e inserimento lavorativo (€1,75 al giorno).

L’attuale modello di business di Mygrants è chiudere accordi economici con gli enti gestori di prima e seconda accoglienza per un periodo minimo di 6 mesi ad un costo pari a €0,50 al giorno per singolo Trainee. Il 20% del profitto Mygrants lo re-investe a favore dei talenti individuati per il supporto nel loro percorso di emancipazione e indipendenza (abbonamenti del treno, attivazione di tirocini formativi, partecipazione a eventi, donazioni finalizzate all’auto-imprenditorialità, etc.).

Per concludere, quali sono i tuoi programmi per il 2018?
Concludere lo sviluppo della nuova tecnologia (app) in grado di rendere ottimale la user experience anche quando i Trainees hanno poca o nessuna connessione internet. Avendo un database con oltre 27.000 Trainees, competenze geolocalizzate e aggiornate giornalmente, le opzioni a nostra disposizione sono molteplici, tra cui quella di soddisfare i fabbisogni professionali in diversi settori economici. Gli oltre 250 tirocini C attivati nei 5 mesi a cavallo tra fine 2017 e inizio 2018 hanno fatto emergere diverse opportunità di evoluzione del modello di business: ogni singolo tirocinio C attivato necessita la stipula di una polizza assicurativa, il pagamento di un abbonamento del treno (o bus) per recarsi al lavoro e dell’apertura di un conto corrente presso una banca, mentre l’accumulo dell’indennità sul conto corrente offre l’opportunità al tirocinante di trovare un minimo di stabilità economica necessaria a sostenere le spese per l’affitto di un appartamento.

Il concreto beneficio apportato agli utenti finali (Trainees) ci porterà ad un incremento organico della userbase che ci permetterà di raggiungere – entro fine 2018 – quota 100.000 Trainees attivi in 20 Regioni d’Italia – oltre alla definitiva apertura di nuovi mercati come il Ghana, la Costa d’Avorio e il Senegal.