L’ospite del blog di questa settimana è Stefano Caccavari di Mulinum, una start up molto speciale.

Ciao Stefano, benvenuto nel mio blog. Dove nasce e come si sviluppa il progetto Mulinum?
Il progetto Mulinum, la filiera dei grani antichi locali chiusa e garantita, nasce a San Floro, il mio piccolo comune alle porte del capoluogo Catanzaro.
Un comune agricolo che però rischiava 4 anni fa di essere travolto dalla imminente costruzione della discarica più grande d’Italia e la seconda in Europa, pericolo evitato dopo 18 mesi di attesa di una sentenza che ha bloccato e interrotto i lavori per la realizzazione della discarica in località Battaglina a San Floro.
Per rispondere a questo grave problema ho avviato un’azienda agricola per riposizionare il nostro comune per quello che è sempre stato, un posto dove si coltiva la terra e si mangia bene, ho avviato il progetto orto di famiglia e ho trovato 150 famiglie dell’intera provincia disposti a venire a San Floro e raccogliersi le verdure di stagione, dopo 1 anno di orto abbiamo insieme lanciato Mulinum, lanciato perché è stato un crowdfunding nato su Facebook che mi ha permesso di trovare 101 soci e raccogliere il capitale di 500mila euro per costruire da zero un mulino con all’interno la sala macine, la sala dei forni del pane dei biscotti e della pizza e la sala degustazione per mangiare insieme.
Mulinum è quindi la risposta a un problema sentito: sicurezza alimentare e delle materie prime, infatti ho fatto rete con le aziende agricole del territorio e abbiamo seminato 250 ettari di grano duro biologico Cappelli e lo trasformiamo ogni giorno in farina integrale e prodotti da forno bio.

Siete a San Floro in Calabria, una zona bellissima ma non sempre facile per chi vuole avviare nuovi business. Quali sono le difficoltà che hai incontrato?
È vero che in Calabria i dati macro economici sono molto negativi e quindi avviare una startup nel settore agro alimentare può sembrare una follia, eppure, la Calabria si è dimostrata da subito pronta all’innovazione e aperta al nuovo; è vero che Mulinum è un caso a sè, grazie alla comunità di persone che mi hanno finanziato e creduto in me e nella splendida missione di rilanciare l’agricoltura locale producendo cibo sano e biologico. Le difficoltà non sono state un grosso problema superato lo scetticismo iniziale.

I social network sono stati importanti per raggiungere i tuoi obiettivi. Ci spieghi meglio come si è sviluppata l’azione di crowdfunding?
I social network sono stati il mezzo di comunicazione, il mezzo attraverso cui decine e centinaia di persone sono entrate in contatto con me e mi hanno sostenuto, il nostro crowdfunding è fuori dagli schemi, perché di solito ci si appoggia a una piattaforma dedicata mentre Mulinum è sbocciata dall’appello che ho lanciato di salvare l’ultimo mulino a pietra della Calabria che era stato messo in vendita. Non mi bastavano i capitali e così ho lanciato l’idea di recuperarlo e di costruire a San Floro un casolare dove il grano diventa farina e la farina un prodotto da forno naturale e bio.
In meno di 90 giorni ho incontrato i primi cento investitori e privatamente ho illustrato loro il progetto di impresa, l’idea di fondare un’azienda agricola partecipata, una filiera specializzata nei grani antichi biologici, con all’interno la trasformazione, grazie al mulino a pietra e ai forni a legna, il tutto su scala nazionale, la visione di una grande azienda agricola in ogni provincia d’Italia.

Quali sono i tuoi programmi per il futuro?
Il futuro di Mulinum è iniziato appena due mesi dopo l’apertura avvenuta il 31 gennaio 2017: infatti imprenditori agricoli della toscana, in provincia di Siena, si sono appassionati al progetto e insieme abbiamo creato il secondo Mulinum, a Buonconvento vicino Montalcino.
Ora dopo la Toscana stiamo lavorando per Mesagne in provincia di Brindisi, per Catania, e per Milano, dove contiamo il supporto di tutti, per partecipare basta contattarmi su Facebook o su mulinum.it