Un’idea nuova, un’iniziativa che merita di essere conosciuta. L’ospite di questa settimana del mio blog è Luca Gnizio.

Ciao Luca e benvenuto sul mio blog. Sul tuo sito leggo una dichiarazione impegnativa: creare soluzioni per il recupero e la trasformazione dello scarto industriale in prodotti ecologici e sostenibili, portatori di forti messaggi sociali ed educativi. Ci racconti come è nata l’idea?
L’idea è nata e maturata in questi miei ultimi dieci anni, dalla voglia di elevare il design ad una risposta ricca di significato ed aiuto ecologico – sociale. Nella volontà di voler conferire un valore intrinseco reale quindi, rispetto a quello meramente funzionale del design che noi tutti conosciamo.
In altre parole, un prodotto potrà essere bello o brutto, questo è soggettivo, ma nessuno potrà togliergli il suo autentico VALORE, laddove questo avesse significato la realizzazione pratica di un aiuto sociale ed ecologico. Spesso le mie operazioni abbracciano più aziende contemporaneamente, questo perché sono convinto la nuova arte dovrà essere motivo si ecosinergia collettiva tra più attori per un obiettivo comune e condiviso.

Nobilitando gli scarti, sei riuscito a stimolare l’attenzione del pubblico ma anche di grandi imprese. Ci fai qualche esempio?
La mia ultima collaborazione è stata con BMW. La casa automobilistica tedesca ha voluto ulteriormente enfatizzare la propria direzione ecologica al mondo lanciandomi una sfida: dovevo dimostrare che anche lo scarto delle sue auto elettriche, già pensate e realizzate con accurata sensibilità ecologica in fibra di carbonio, poteva dar vita a nuovi prodotti. Ed è così che dai loro scarti di fibra di carbonio ho dato vita a due nuovi materiali, miei brevetti: il primo tessuto in fibra di carbonio che da effetto marmo diventa trasparente, ed un nuovo cristallo, il primo con inglobamento di fibra di carbonio riciclata. I miei materiali declinati in nuovi prodotti artistici e di design sono stati esposti in tour nel loro showroom internazionali ed esposti al BMW Welt di Monaco.

Parlando di sostenibilità, pensi che in Italia l’attenzione a questi temi sia in crescita? Dal tuo osservatorio privilegiato come vedi il nostro Paese rispetto ad altre realtà europee?
Credo fortemente nella forza creativa italiana. Non è un caso se in questi 10 anni ho concentrato le mie forze qui e ci ho voluto credere. L’attenzione verso la sostenibilità e verso il sociale sta enormemente crescendo, indubbiamente più lentamente rispetto ad altri paesi, ma qui risiede qualcosa di innato e di impalpabile ed indescrivibile che difficilmente potranno rubarci, ed è per questo che tutti ci invidiano ancora il “nostro” Bello.

Per chiudere, una domanda quasi obbligata: quali sono i tuoi programmi per il futuro?
Anche se a breve apparirà la mia nuova idea, non posso ancora anticiparla, posso solo dire che si tratterà di una risposta di sinergia artistica con multinazionali alla PAURA…