Per la rubrica dedicata ai CSRnatives la protagonista oggi è Claudia Montevecchi, una tra le prime protagoniste del network.

Quando ti sei iscritta alla rete CSRnatives hai dichiarato nel tuo profilo è importante che oggi si cerchino di rispettare parametri non solo economici/quantitativi ma ambientali e sociali. Sei sempre dello stesso parere? Ci spieghi meglio il tuo pensiero?
Assolutamente sì! Come molti autori affermano e grazie al network, ho capito quanto l’impresa non si possa più considerare svincolata dalla società essendo quest’ultima il suo primario interlocutore verso il quale ha il dovere di garantire in primis il benessere collettivo in termini sociali, ambientali ed economici. Ciò significa che, se da una parte l’impresa deve salvaguardare la propria esistenza, dall’altra deve necessariamente legare sempre di più quest’ultima – e quindi la sua attività – alla creazione di valore per se stessa e per le persone che vi lavorano, per la società in cui è inserita, per il territorio in cui è nata, per l’ambiente che l’ha accolta, per il mondo che l’ha ospitata.
Quindi sì, un adeguato ritorno degli investimenti, senza il quale non potrebbero sopravvivere le aziende ma sono i metodi che necessitano di rivisitazione, per fare in modo che la CSR diventi caratterizzante, in maniera estremamente concreta, dell’identità dell’impresa.
Una sfida che però, grazie al network ed ai casi concreti che abbiamo avuto modo di analizzare, ci ha fatto capire che coniugare sostenibilità, strategia e interessi economici si può, trasformandoli in opportunità e conferendo al mondo una chance di cambiamento tangibile.

Da una ricerca realizzata dalla Macquarie Graduate School of Management, che ha coinvolto circa 1.700 studenti di economia e management di tutto il mondo, emerge che per il 92% degli intervistati lavorare in un’azienda responsabile a livello ambientale e sociale è così importante da essere uno dei criteri su cui si basa la scelta lavorativa. Più del 50% degli intervistati sarebbe disposto a rinunciare al 20% del proprio stipendio pur di lavorare in un ambiente sostenibile. Sei d’accordo o ti sembra un dato che non corrisponde alla realtà?
Non ero a conoscenza della ricerca condotta e ritengo che il dato emerso sia veramente interessante e sul quale riflettere. Principalmente mi soffermerei sulla consapevolezza. Se fino ad una decina di anni fa la maggior parte dei giovani, miei coetanei, non sapevano neanche di cosa si trattasse, ad oggi ci ritroviamo ad affermare che una buona parte di essi sarebbero anche disposti a rinunciare fino ad un 20% dello stipendio pur di lavorare in un ambiente sostenibile. Ciò può sorprendere da un lato perché sappiamo benissimo quanto sia difficile, oggi soprattutto, per un ragazzo raggiungere la propria indipendenza ma dall’altro ritengo espressamente sia segno di una vera e propria svolta. Le persone stanno divenendo dunque sempre più consapevoli della sostenibilità, a maggior ragione negli ambienti in cui trascorrono la gran parte della loro vita, ovvero sul posto di lavoro. E ritengo perciò che la responsabilità sociale messa in atto dalle imprese possa solo che trasformarsi in un incentivo, forse uno tra i più importanti, per i lavoratori che possono solo che sentirsi appagati e fieri di essere parte di un gruppo che pensa bene, fa bene, agendo di conseguenza.
Quindi ritengo che le aziende debbano promuovere ed investire sulla conoscenza in tali ambiti perché solo così potranno costruire il proprio futuro, la propria eticità divenendo perciò punti di riferimento per il bene della società.

Oggi che sei inserita nel mondo del lavoro, quanto ritieni siano stati utili le informazioni, le idee, gli stimoli che hai condiviso con i membri del network CSRnatives?
Mi ritengo molto fortunata ad essere stata una delle prime ad aver avuto la possibilità, anzi l’opportunità, di entrare a far parte del network, vedendolo crescere e fin dai primi incontri l’ho vissuto con estrema serietà ma anche e soprattutto con grande grinta. Mi si iniziava a svelare un mondo a me nuovo, con la possibilità concreta di toccare con mano argomenti e tematiche che sempre di più, giorno dopo giorno, hanno sensibilizzato l’opinione pubblica perché la sostenibilità e la responsabilità, non solo economica, sociale ed ambientale delle imprese è divenuta un importante tassello per creare valore.
Oggi, nel mondo del lavoro, posso affermare con assoluta sincerità quanto sia stato formativo ed utile dotarsi di tutte le conoscenze apprese grazie ai CSRnatives e per chi come me, è appassionato di queste tematiche, risulta essere come una guida che ti aiuta a capire ed a scegliere dove voler costruire il proprio futuro, quali aziende e/o organizzazioni si possano più avvicinare alle proprie credenze ed attitudini.
È bellissimo avere delle passioni e queste non vanno mai soppresse. E per me la CSR è una di queste e vorrò sempre tenerla viva dentro di me con la speranza, in un domani, di entrarci ancora più nel profondo.