La notizia è di qualche settimana fa ma possiamo considerarla ancora “fresca”. Parte il progetto Kilometro Verde voluto da Davines, impresa di prodotti cosmetici da tempo impegnata nella gestione di un business sostenibile e responsabile. L’iniziativa è supportata dall’associazione Parma, io ci sto! che raggruppa alcuni importanti imprenditori di Parma (tra gli altri Barilla, Chiesi, Pizzarotti etc.) impegnati in un’opera di rilancio del territorio.
Il Kilometro Verde prevede la piantumazione in un tratto parmense dell’autostrada del sole di 22.000 piante autoctone: queste piante formeranno un muro di ossigeno e di silenzio per attutire il frastuono delle 60.000 auto e dei 20.000 camion di passaggio nell’area dove è prevista la messa in opera. L’iter è già in fase avanzata: è stato realizzato lo studio di fattibilità, il progetto è inserito nel Piano strutturale comunale ed è stato presentato al ministero dell’Ambiente.
Davines, principale promotore dell’iniziativa di questa barriera green, intende dare vita a un bosco con caratteristiche di elevata naturalità grazie a specie arboree e arbustive sempreverdi per lo più autoctone, o naturalizzate nel territorio della Pianura Padana. L’idea nasce in un contesto di rigenerazione dell’headquarter che è in costruzione a ridosso dell’autostrada: qui nascerà il villaggio che sarà inaugurato a maggio 2018 e sarà realizzato con i principi della bioedilizia, dell’efficienza energetica e della biodiversità.
Davines è una delle prime B Corp italiane. Il bilancio di sostenibilità 2016 racconta il cammino verso l’attenzione al sociale, l’impegno per la cultura e l’ambiente, un percorso avviato da tempo. Davines ha un giro d’affari di 113 milioni di euro; 534 dipendenti e 8 filiali nel mondo. Grande attenzione all’economia circolare: l’impresa sta lavorando per ridurre i materiali del packaging che a oggi è all’85,3% di cartone in materiale riciclato.

Cosa c’è di nuovo
Un progetto di sostenibilità territoriale molto interessante che vede una collaborazione pubblico e privato. L’idea di introdurre una barriera verde proprio lungo una delle più trafficate autostrade del Paese è innovativa, almeno per l’Italia.