Nato a Milano nel 1921, Antonio Cederna è stato un giornalista e un ambientalista importante nella storia del nostro paese. Forse meno noto rispetto alla sorella Camilla, Antonio Cederna si è sempre impegnato per portare all’attenzione del pubblico problemi importanti: per esempio, le minacce al patrimonio artistico e paesaggistico, la necessità di difendere i centri storici dalla speculazione edilizia, il rischio di cementificazione, la tutela dei parchi nazionali e delle coste…
Nel 1955 è tra i fondatori di Italia Nostra di cui diventa consigliere nazionale. Importante anche il suo ruolo nelle istituzioni e nella politica: è consigliere comunale di Roma dal 1958 al 1961 e dal 1989 al 1993 e deputato dal 1987 al 1992. In parlamento contribuisce alla stesura di leggi per la difesa del territorio e la tutela del patrimonio naturale come la legge per Roma Capitale e la Legge Quadro sulle aree naturali protette. Antonio Cederna muore a Sondrio nel 1993.

Caro Antonio,
nei tuoi scritti hai sempre affermato che “la questione ecologica è questione morale”. Secondo te sono stati fatti passi avanti nel percorso di sensibilizzazione su questo tema?
Ho saputo che anche nell’enciclica “Laudato si’ di Papa Francesco si dice qualcosa di simile: quindi il mio non era un pensiero così “estremista”. Ho sempre sostenuto che non si può conservare e difendere ciò che non si conosce. Credo che anche ai vostri tempi il problema è quindi l’ignoranza: le persone non possono agire in difesa dell’ambiente e lottare contro il degrado del patrimonio artistico se non sono informate in modo corretto dei problemi. Anche se state facendo qualche cosa per sensibilizzare il pubblico è ancora troppo poco…

Mi ha sempre colpito questa tua dichiarazione: «La lotta per la salvaguardia dei valori storico-naturali del nostro paese è la lotta stessa per l’affermazione della nostra dignità di cittadini”. Ci spieghi meglio il tuo pensiero?
Penso che la lotta per la salvaguardia dei valori storico-naturali è importante perché contribuisce a far crescere la coscienza civica: per questo mi sono battuto, per esempio, per l’Appia Antica, la lotta che forse mi ha impegnato di più. Non so quanti ricordano che nel secondo dopoguerra (fino al 1997, anno dell’istituzione del Parco), tutta l’area intorno all’Appia Antica era minacciata da abusivismo e speculazione edilizia. Duemila anni di storia archeologica e paesaggistica hanno rischiato la cancellazione: una battaglia che considero solo parzialmente vinta!

Anche oggi, come ieri, si parla della necessità di una maggiore etica da parte di tutti: istituzioni, imprese, associazioni. Qual è il tuo pensiero?
Credo che senso della responsabilità, impegno civile, etica siano fondamentali per cambiare un modello economico e sociale che abbiamo visto non può essere quello del passato. Per quello che mi riguarda ho cercato di assumere sempre una posizione chiara e responsabile anche quando dovevo affrontare questioni “scomode”. Credo che il nostro paese abbia bisogno di persone che si fanno guidare non dagli interessi propri ma dalla volontà di essere utili alla società.