Un titolo empatico per un’iniziativa importante: Un posto da chiamare casa è il nuovo progetto di Ikea per la comunità. L’azienda mette a disposizione la propria competenza e i propri prodotti per fare in modo che spazi vuoti trovino nuova vita e diventino luoghi di accoglienza e rinascita per chi è in difficoltà. Negli ultimi mesi Ikea ha dato vita in Italia a sei progetti di accoglienza per sostenere alcune realtà locali e in particolare le fasce più fragili che con la pandemia hanno incontrato ulteriori difficoltà nella vita quotidiana. Un aspetto interessante è la collaborazione avviata con tante associazioni del Terzo Settore per proteggere minori e famiglie in situazioni di sofferenza, donne vittime di violenza, persone con disabilità, senza fissa dimora o appartenenti alla comunità Lgbt+.
Un posto da chiamare casa avrà una sezione dedicata sul sito dell’azienda dove saranno raccontate tutte le collaborazioni tra Ikea e le associazioni nel corso degli ultimi anni: sono stati oltre 700 i progetti sociali di accoglienza stati realizzati in Italia. Migliorare la vita quotidiana delle persone è la visione che da sempre guida l’azienda e questo progetto è un’azione concreta che va in questa direzione.

Cosa c’è di nuovo
La collaborazione di IKEA con organizzazioni non profit del territorio è un esempio positivo di condivisione e di partecipazione alla vita della comunità. Recuperare, riqualificare e arredare spazi vuoti per trasformarli in luoghi di accoglienza è un’iniziativa in linea con l’impegno sociale dell’azienda.