L’ospite del blog di questa settimana è Cristiana Talon di GS4C, una PMI Innovativa che ha fatto dei principi della sostenibilità il cuore del proprio business.

Ciao Cristiana, benvenuta nel mio blog. Come è nata, di cosa si occupa, in che settore opera GS4C?
Ciao Rossella, grazie per l’opportunità di raccontare GS4C, che da fine 2016 è passata da Start Up Innovativa a PMI Innovativa.
GS4C, “Go Sailing, for a Change” nasce concettualmente nel 2010 dalla passione per il mare e la vela dei due soci fondatori Enrico Benco ed io entrambi provenienti da un passato di America’s Cup, Enrico con il Moro di Venezia ed io con Mascalzone Latino 32th America’s Cup a Valencia e successive altre attività nel circuito della vela professionistica.
Le immagini che normalmente si associano alla Vela sono sempre state di libertà, di contatto con il mare, ecologia, purezza etc, in realtà la costruzione degli scafi e di tutte le componenti non è esattamente così “green” e “sexy” come si pensa. Partendo da un foglio bianco abbiamo cercato le migliori tecnologie sostenibili e riciclabili che consentissero il “cradle to cradle” dell’imbarcazione e che rispettassero realmente la Circular Economy.
Dal 2012, momento in cui si è ufficializzata la nascita, GS4C si occupa di soluzioni sostenibili nel campo dei materiali compositi con lo scopo di favorire l’adozione di modelli industriali legati all’economia circolare e alla implementazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite verificandone la loro applicabilità in un contesto industriale attraverso prove di laboratorio e prototipazione ed il successivo trasferimento tecnologico alle aziende interessate ad adottare la soluzione sostenibile identificata, oltre a portare il contributo di conoscenza di GRI e sviluppo dei 17 Goals dell’Agenda 2030 di cui sopra.

L’idea di Circular Economy è alla base del vostro business: ci spieghi meglio?
Ultimamente si sente spesso parlare di Circular Economy per svariati settori, prodotti e business, ma come GS4C ci teniamo a rimanere fedeli al nostro concetto di economia circolare che è quello di completare il ritorno in filiera originale delle materie prime utilizzate per la produzione di scafi, vele, appendici etc.
Con il progetto LOOP Mini650 realizzato grazie al bando Frim Linea 8 di Regione Lombardia, abbiamo costruito la prima imbarcazione che risponde totalmente ai dettami sopra descritti.
Il primo prototipo è pronto ed a breve sarà messo in acqua a Marina Cala De’ Medici per effettuare i primi test e valutarne le performances, ma l’attenzione suscitata dalle soluzioni utilizzate ci stanno portando ad estendere il concetto ad altri cantieri, a barche di dimensioni e tipologie diverse ed a settori differenti dal nautico.
Entrando nel dettaglio un materiale composito è formato da fibra e resina che unite insieme in vari strati e con varie metodologie creano l’oggetto finale che può essere una barca, un’auto, un aereo, una pala eolica e per finire anche un semplice piatto doccia.
Durante la costruzione di tali oggetti è stato stimato uno sfrido di produzione che può arrivare anche al 30% e che ovviamente viene smaltito in discarica senza pensare ad un suo adeguato fine vita. Si pensi solo ad una pala eolica che prima ancora di essere montata sulla turbina ha già lasciato sulla sua via centinaia di kg di fibra, resina e materiale composito di scarto senza indicazione di come poterlo recuperare.
GS4C ha passato 5 anni ad individuare su territorio mondiale la migliore fibra, resina e tecnologia che oggi ci consentono di poter recuperare tutti gli sfridi di produzione e dare una precisa metodologia di fine vita dell’oggetto riportando tutte le materie prime utilizzate alla loro origine, facendole rientrare nella filiera dell’economia circolare dell’oggetto.

La ricerca vi ha portato a proporre al mercato interessanti innovazioni: ci fai qualche esempio?
La fibra che abbiamo utilizzato è a base di basalto arricchito a prestazioni meccaniche (paragonabili alla fibra di vetro di grado aeronautico) e prodotta con un processo che consente di tenere una bassa “embodied energy” (quantità di energia necessaria per produrre un Kg di materiale). Grazie alla sua tecnologia di produzione e agli elevati standard di controllo qualitativo la fibra può, una volta recuperata, rientrare in fornace e ritornare fibra vergine.
La resina è epossidica a base Bio che ci consente il recupero del composito a fine vita attraverso la “pirolisi” (processo mediante calore e in completa assenza di ossigeno ed emissioni che ci consente di recuperare la fibra completamente pulita, la resina invece fa da comburente) o attraverso un bagno con un additivo naturale a temperatura ambiente che separa la fibra dalla resina che viene recuperata come termoplastico di elevate caratteristiche ed utilizzato in vari settori.
La combinazione di fibra e resina individuate consentono quindi all’intera filiera produttiva di essere a scarto zero.
Esempio pratico di zero scarto in tutta la filiera è la barca LOOP Mini650, i cascami di tessitura sono stati completamente recuperati ed utilizzati per produrre il MAT (tessuto non tessuto) che è stato utilizzato per costruire lo stampo dell’imbarcazione, la resina è stata utilizzata con la tecnica dell’infusione in modo da ridurre al minimo lo scarto fisiologico di produzione. Le vele sono di materiale termoplastico ed hanno già un chiaro fine vita certificato, il motore ausiliario è elettrico, gli stampi per i timoni sono stati fatti in un contesto di progetto di recupero di vetroresina e così via per altre soluzioni che abbiamo adottato.

Fate parte di una rete con partner in Lombardia, Italia e Europa: quali sono le realtà più attive nel vostro settore?
La visione di GS4C, le intuizioni su fibre, resine e tecnologia ci hanno portato a lavorare con partner internazionali che hanno creduto nella possibilità della circular economy ed alla Sostenibilità. Abbiamo partecipato a vari bandi nazionali e con grande onore ne abbiamo vinto qualcuno, da Invitalia per sviluppare il nostro brevetto B.Al.i legato ad una tecnologia di FML (fiber metal laminate), da Regione Lombardia con la quale oltre ad aver avuto accesso la Bando Frim Linea 8 che ci ha concesso di produrre il LOOP MIni650, è notizia di questi giorni che abbiamo avuto accesso ad un altro bando di RL INNODRIVER, in collaborazione con Lecco Innovation Hub, laboratorio di ricerca del Politecnico di Milano focalizzato sulla nautica, che ci permette di sviluppare la tecnologia “GLEMOULD”, per la creazione di un innovativo stampo completo per piccola imbarcazione dove valideremo la possibilità di utilizzare la Glebanite® dell’azienda Rivierasca come possibile sostituto sostenibile del classico MDF. Sempre in questo contesto, il Politecnico di Milano si occuperà anche della stesura del Life Cycle Assessment LCA; per LCA del progetto LOOP Mini650 è stata coinvolta la Solent University (UK).
Alcuni dei nostri partner hanno contribuito attivamente alla riuscita del progetto investendo in tecnologia, ricerca e materiali iniziando da Entropy Resin azienda americana che ci ha fornito la resina, i belgi di Isomatex per la fibra FILAVA®, gli svedesi di DIAB per il core di balsa, Gividì Fabrics per la tessitura, ENEA per la fase di dimostrazione tecnica di Circular Economy, Cormatex per la produzione del MAT legato con legante naturale. Inoltre GS4C è fra gli oltre 100 soci di Nautica Italiana dove si occupa della gestione dei primi passi del comitato di sostenibilità.
L’internazionalizzazione e la natura sostenibile del progetto LOOP Mini650 ci ha consentito di arrivare fra i tre finalisti del prestigioso JEC INNOVATION AWARDS 2018 Sustainability Session, premio che viene consegnato a Parigi durante la più importante fiera dei materiali compositi e che seleziona, fra le centinaia di candidature, le aziende con la tecnologia maggiormente sostenibile ed innovativa.

Quali sono i vostri programmi per il futuro?
In un’ottica prettamente industriale di Sostenibilità GS4C vuole trasferire le soluzioni e tecnologie individuate, la prototipazione, il concetto di innovazione, ricerca e sviluppo ai cantieri ed aziende del settore che faticano a trovare risorse, ma che debitamente supportati da realtà esterne possono implementare nel loro ciclo produttivo e di business. Collaborare quindi in un’ottica di Open Innovation per sempre più coinvolgere il mondo dei materiali compositi è uno degli obiettivi dei prossimi mesi insieme ad essere il riferimento di chi ha tecnologie e soluzioni sostenibili da posizionare sul mercato
Oltre che mettere in condizioni il LOOP Mini650, la nostra barca sostenibile, di poter partecipare alla Minitransat 2019 regata oceanica in solitaria per imbarcazioni di 6,50 m ed utilizzarla come piattaforma di comunicazione per la Sostenibilità e lo Sviluppo Sostenibile.