Siamo ciò che mangiamo: pensiamo quindi quanto è importante che i cibi che acquistiamo e cuciniamo siano, oltre che buoni, anche sicuri. Oggi l’attenzione alla sostenibilità della filiera alimentare è diventata, per fortuna, molto maggiore rispetto a qualche anno fa: si parla sempre più spesso di kilometro zero, di filiera corta, di alimenti di stagione…
Il consumatore (sempre più consum-attore) chiede al sistema agro-alimentare informazioni dettagliate e trasparenti sulla qualità dei prodotti e sull’origine delle materie prime utilizzate. Il settore agroalimentare deve quindi assicurare requisiti specifici anche attraverso l’adozione di standard di certificazione (da quelle biologiche, a quelle che garantiscono l’IGP, l’assenza di OGM etc.).
Mi fa piacere citare, come primo esempio, di azienda responsabile ASDOMAR (www.asdomar.it/sostenibilita-della-pesca) che, oltre ad ottenere tutte le più importanti certificazioni, ha fatto della sostenibilità della pesca una vera e propria missione. L’azienda (Generali Conserve) infatti si autoimpone alcuni rigorosi limiti come la selezione di soli tonni adulti per salvaguardare la riproduzione delle specie. Tutti i prodotti sono certificati Friend of the Sea per le caratteristiche di sostenibilità dei metodi di pesca adottati: provenienza della materia prima da pescherecci autorizzati UE e da zone nelle quali le popolazioni di tonni non risultano sovrasfruttate, presenza di osservatori a bordo di ogni imbarcazione, utilizzo di metodi di pesca non invasivi per le specie protette e per i fondali marini.
Il secondo esempio è Granarolo (www.gruppogranarolo.it/impegno/ambiente) che da tempo ha adottato un approccio alla sostenibilità  molto interessante: prevenire, controllare e ridurre l’impatto ambientale definendo obiettivi aziendali concreti e misurabili; rendere sostenibile l’intera filiera produttiva dalla stalla allo smaltimento; aumentare la consapevolezza ambientale delle parti interessate, incluso il consumatore.
Se due aziende così importanti hanno scelto (e continuano a percorrere) la strada della sostenibilità significa che la trasformazione dell’intero sistema socio-economico è realizzabile. Nel settore agroalimentare è forse più vicino di quanto crediamo il momento di transitare da un’economia tradizionale a un mercato sempre più sostenibile.