Secondo l’UNEP (United Nations Environment Programme) un evento è sostenibile quando è ideato, pianificato e realizzato in modo da minimizzare l’impatto negativo sull’ambiente e da lasciare una eredità positiva alla comunità che lo ospita.
Per chi adotta politiche di CSR la sostenibilità oggi non riguarda più solo i prodotti o i processi ma anche gli eventi: dall’allestimento di stand fieristici ai convegni, dalle conferenze stampa alle attività di piazza. Grazie allo standard ISO 20121 (certificazione internazionale applicabile ad organizzatori, promotori e a tutti i soggetti della filiera), si potrà fare chiarezza sulle diverse fasi del processo necessario per l’organizzazione di un evento: dimostrare quindi non solo l’attenzione alla riduzione dei consumi energetici o all’uso di materiali ecologici ma anche l’impegno ad adottare politiche di sviluppo sostenibile che vanno dall’individuazione di indicatori chiave di performance, al controllo operativo della filiera fino alla valutazione dei risultati in una logica di miglioramento continuo.
Purtroppo molti eventi che si definiscono green in realtà non lo sono perché non soddisfano specifici standard: l’abuso del termine rischia di deludere le aspettative dei cittadini, in particolare più attenti e critici, e di produrre effetti negativi. Sono convinta che l’evento è uno strumento di comunicazione importante, un’occasione in cui l’organizzazione si mette in mostra, un momento privilegiato di ascolto. Progettare e gestire in modo sostenibile il contenitore (l’evento) aiuta a trasmettere i principi e valori (contenuto) che sono al centro delle politiche di sostenibilità dell’impresa. In poche parole è sempre più necessario un allineamento di fondo tra ciò che l’impresa vuole comunicare attraverso l’evento e l’evento stesso.