L’ospite di questa settimana è Andrea Brugora responsabile del progetto “Energia Giovani” di Milano.

Ciao Andrea e benvenuto sul mio blog. Quando è nata l’idea di “Energia giovani”?
L’idea di affrontare il tema dell’equità generazionale è maturato a Milano tra un gruppo di amici. Poi abbiamo scelto l’approccio di cominciare dalle scuole, che sono il luogo dove si costruiscono le persone del futuro, quelle che dovrebbero essere più interessate a questi temi ma che spesso lo ignorano. In questo senso il nostro impegno, totalmente volontario, assume un valore di vera e propria educazione civica integrativa. Siamo ragazzi che hanno avuto tanto e vogliamo restituire alla società e in particolare ai nostri coetanei e ai più giovani.

La vostra missione è sensibilizzare il pubblico sul tema dell’equità generazionale e della sostenibilità: come pensate di organizzare l’attività?
Da un lato proponiamo agli studenti delle scuole superiori, e presto anche delle università, dei moduli interattivi di alcune ore di introduzione al tema, per renderli consapevoli che esiste nel nostro Paese una questione generazionale e che è un problema la cui soluzione dipende in buona parte da loro. Tuttavia non ci limitiamo alle scuole: lo scorso 30 marzo abbiamo organizzato il primo evento pubblico a Milano che ha visto la partecipazione di oltre 200 persone. Stiamo anche lavorando per creare dei moduli di approfondimento su temi specifici, come le prospettive di lavoro, la difficoltà a formare una famiglia, le carenze del nostro sistema formativo, l’empowerment delle nuove generazioni.

Quali sono i vostri programmi per i prossimi mesi?
Abbiamo in programma di ampliare la nostra attività aprendo dei “focolari” di volontari in molte altre città italiane. Per ora siamo attivi, oltre a Roma e Milano, anche a Verona e Genova. Vorremmo arrivare a 10 città entro fine anno, e in ciascuna di queste città ampliare il bacino di scuole fino a una decina per ciascuna città. Oltre a questo vogliamo organizzare in ciascuna città eventi pubblici e nelle università, per creare consapevolezza in tutti i segmenti di cittadinanza.

Più in generale, quali sono i vostri programmi per il futuro?
Per l’anno successivo la prospettiva è quella di continuare a crescere, e strutturarci come un’organizzazione che diventi il riferimento su questi temi a livello nazionale, con un team di esperti sui temi dell’equità intergenerazionale che possa formulare proposte di policy e farsi ascoltare. Dopo questo potremmo anche pensare a dei servizi per aiutare i nostri coetanei a costruire il loro percorso, siamo un gruppo attivo e di grande vitalità e continuiamo a ideare nuovi progetti. La nostra certezza è che vogliamo avere un impatto positivo.