Una strana coppia: chi avrebbe mai detto che ci può essere una connessione tra fondi di caffè e funghi? Non si tratta di uno scherzo ma di un progetto reale di economia circolare realizzato da CDA (Cattelan Distributori Automatici) un’azienda friulana nata nel 1976, di proprietà della famiglia Cattelan, con un fatturato di 9 milioni di euro, 68 dipendenti, 48 automezzi e 4.200 distributori automatici.
I fondi di caffè ritirati dai distributori automatici gestiti da CDA saranno utilizzati per coltivare funghi grazie alla collaborazione avviata dall’azienda con Micomondo, start-up formata dal micologo Carlo Marin, e da cuoco Alberto Bellotto. Nata nel 2016 la start up ha trovato il modo di utilizzare i fondi di caffè nella produzione di funghi commestibili, principalmente Pleurotus ostreatus e Lentinula edodes (Shiitake). Un progetto orientato alla sostenibilità consapevole e intelligente che affianca le attività di Ricerca & Sviluppo dell’azienda, da sempre impegnata nel recupero dei fondi di caffè che sono un substrato ancora valido e che per questo può trovare nuovo impiego. Il progetto Micomondo – che affianca altri studi come quello con l’Università di Udine per la trasformazione dei fondi di caffè in pellet per stufe pirolitiche – una volta messo a punto, consentirà sia di riutilizzare gli scarti di produzione della bevanda caffè risparmiando sullo smaltimento, sia di dar vita a qualcosa che viene utilizzato di nuovo.

Cosa c’è di nuovo
Un esempio di creatività, un circolo virtuoso che può essere un esempio anche per altre aziende. Come dice Fabrizio Catellan, amministratore delegato di CDA: sostenibilità vuol dire che le soluzioni che applichiamo oggi devono diventare opportunità e non problemi di domani. Bravo!