Il caffè è un piacere, se non è buono che piacere è. Oggi però non basta che il prodotto sia buono, deve essere anche sostenibile. Ai produttori di caffè si chiede infatti un doppio impegno: garantire la filiera (controllo delle vari fasi, sostegno ai piccoli produttori etc.) e studiare la possibilità di riciclare le capsule. Sempre più italiani hanno sostituito la vecchia moka con la macchina per il caffè: uno dei tanti cambiamenti avvenuti in questi ultimi anni negli stili di vita e di consumo. Un’abitudine che crea però un problema per lo smaltimento di plastica e alluminio: come è noto, le capsule del caffè non sono considerate imballaggi e quindi non vanno conferite nella raccolta differenziata ma finiscono tra i rifiuti indifferenziati.
Senza entrare nel merito (non sono un’esperta dell’argomento) mi fa piacere ricordare che alcune imprese si stanno impegnando seriamente per trovare una soluzione al problema partendo dai diversi materiali con cui sono fabbricate capsule o cialde. Per esempio, Nespresso ha avviato una collaborazione con CiAl, Consorzio imballaggi Allumino: i consumatori consegnano le capsule nei negozi (che l’azienda chiama boutique) della marca, il consorzio invia il caffè residuo rimasto nelle capsule al compostaggio e recupera l’alluminio. Anche Illy sta testando modalità di raccolta delle capsule all’interno dei punti vendita mentre Lavazza sta studiando capsule biodegradabili più semplici da smaltire per poter gettare sia l’involucro sia i residui di caffè direttamente nell’umido.
Un esempio interessante, che dimostra anche la volontà delle persone di fare rete, arriva da Firenze, dove è stato presentato nei giorni scorsi Espressiv, un network di produttori, consumatori e rivenditori attenti all’ambiente e al consumo etico. Agli iscritti al network un corriere consegnerà insieme alle capsule una busta con un codice a barre che sarà ritirata con le capsule usate alla consegna successiva. Da una serie di controlli si potrà verificare l’effettivo riciclo compiuto dagli iscritti: a quelli che non avranno riconsegnato almeno il 90% delle capsule, non verranno effettuate nuove consegne.
Gli amanti del caffè che hanno a cuore l’ambiente, sono serviti: il caffè si potrà prendere corretto non alla grappa ma alla sostenibilità ambientale.