Bertrand Russell, che appartiene a famiglia aristocrazia, nasce nel 1872 in Gran Bretagna.
Pur non essendo un esperto di ecologia (nel senso che diamo oggi a questo termine) Bertrand è ricordato come un convinto pacifista e un promotore del movimento per i diritti di tutti gli esseri viventi. Studia filosofia e logica all’Università di Cambridge e nel 1908 diventa assistente al Trinity College dell’Università della stessa città. Nella sua lunga vita Bertrand Russell diventa una voce autorevole nel campo della morale e dell’etica, a seguito della sua presa di posizione contro le armi nucleari e la guerra degli USA in Vietnam.
Nel 1950 gli viene insignito il Premio Nobel per la letteratura “quale riconoscimento ai suoi vari e significativi scritti nei quali egli si leva in alto a campione degli ideali umanitari e della libertà di pensiero”.
Bertrand Russell muore nel 1970 all’età di 98 anni.

Caro Bertrand,
cosa rispondi a chi ti definisce un “ecologo”?
Se essere pacifista vuol dire battersi per un sistema ecologicamente più corretto posso accettare la definizione di “ecologo” che qualcuno ha voluto darmi. Come forse ricorderai nel 1955 quando la Gran Bretagna iniziò a fare esperimenti nucleari per testare la bomba H ho guidato una forte protesta insieme ad altri intellettuali ed esponenti della società civile britannica. In quest’occasione ho reso pubblico l’appello di Albert Einstein, scomparso 9 mesi prima, in cui ammonisce sui pericoli dell’escalation innescata dalla corsa agli armamenti atomici.

Mi è piaciuta la tua definizione di carattere. Quali sono i tratti fondamentali del carattere ideale?
Secondo me sono quattro le caratteristiche che formano la base di un carattere ideale: la vitalità, il coraggio, la sensibilità e l’intelligenza. Non dico che questa lista sia completa, ma penso che questo sia un buon punto di partenza. Inoltre, credo fermamente che prendendosi adeguatamente cura della crescita fisica, emotiva e intellettuale dei giovani, si potrebbero rendere queste qualità del tutto comuni.

Quali messaggi ti farebbe piacere far arrivare alla nostra generazione?
Mi piacerebbe dire due cose, una intellettuale ed una morale. Quella intellettuale è questa: quando stai studiando un qualunque argomento chiedi a te stesso soltanto: “Quali sono i fatti? Qual è la verità che sostengono?”. Non lasciarti mai sviare né da ciò che vorresti credere, né da ciò che potrebbe produrre vantaggi sociali se fosse creduto ma osserva solo ed unicamente quali sono i fatti.
Il messaggio morale è molto semplice: l’amore è saggio, l’odio è folle. In un mondo che sta diventando via via più interconnesso, dobbiamo apprendere a tollerarci l’un l’altro, dobbiamo apprendere ad accettare il fatto che qualcuno dirà cose che a noi non piacciono. Dobbiamo imparare una forma di carità e di tolleranza che sono assolutamente vitali per la sopravvivenza della vita umana su questo pianeta.