Per la rubrica dedicata ai CSRnatives il protagonista di questa settimana è Francesco Toffoletto, uno dei membri più attivi del network.

In questi anni hai partecipato a diversi eventi organizzati, non solo a Milano, dal network CSRnatives: quali ricordi con maggior piacere e quali sono stati più interessanti?
Il momento di maggior spicco per il network credo sia stato durante la giornata dei CSRnatives nel giugno scorso, un’occasione per ritrovarci e far conoscere il network ad altri giovani appassionati di CSR. La sostenibilità è un tema che ci tocca da vicino e ricordo con molto piacere le primissime riunioni in cui discutevamo del primo eBook della rete e che mi spingevano a passare una piacevole giornata in quel di Milano, un’occasione per fare nuove conoscenze e condividere esperienze con altri laureandi. Il bello del network credo sia proprio il variegato percorso che ognuno di noi compie per arrivare in qualche modo a parlare di sostenibilità nelle imprese, c’è chi studia Comunicazione, chi Giurisprudenza o come me Economia, eppure ci siamo tutti ritrovati con un interesse in comune per la CSR. Detto ciò, il nostro percorso è ancora tutto da scrivere.

Nel tuo ruolo di ambasciatore dei CSRnatives sei stato presente in diverse iniziative soprattutto nell’area del Triveneto, il tuo territorio. Ci racconti un’esperienza che ti è sembrata particolarmente utile?
Senz’altro aver preso parte all’appuntamento più importante dell’anno sul tema CSR al Salone in Bocconi è stata l’esperienza più utile per avere un confronto diretto con gli attori veri che si dedicano alla sostenibilità e all’innovazione sociale, ma probabilmente essere tra i relatori al CSR Day dell’associazione Animaimpresa (28 Ottobre 2016) nell’affascinante cornice di Villa Manin a Passariano (UD), è stata un’esperienza che mi ha lasciato qualcosa in più oltre a una gratifica personale. Sicuramente è stato fruttuoso poter esporre le mie conoscenze, soprattutto tra docenti e imprenditori, ed esprimere concetti chiave sui temi a cui spero vivamente di poter lavorare un giorno, per questo motivo devo sicuramente ringraziare l’associazione e la rete CSRnatives.

Quali sono le ragioni che ti hanno spinto a creare il blog Greenhold?
Premesso che mi è sempre piaciuto scrivere e ho un fratello giornalista, lo stimolo è arrivato in parte con la direzione che hanno preso i miei studi in economia, dove la sostenibilità ormai fa parte del linguaggio comune in materia, in particolare dopo aver scritto una tesi dedicata alla nuova vitivinicoltura veneta e alla crescita delle pratiche “green”. Grazie al network ho ampliato il set di conoscenze, aprendo la mente all’innovazione sociale e da qui è nata l’idea di scrivere, prima per il blog della rete e poi aprendo uno spazio tutto mio con www.greenhold.it, da dedicare a questo mondo con spunti di riflessione sugli aspetti virtuosi della responsabilità sociale d’impresa, partendo dai casi aziendali di maggior interesse e dando enfasi agli eventi da seguire per gli addetti al settore. Il tutto con l’intento primario di condividere e diffondere la cultura della CSR.