A differenza dei precedenti Millennium Development Goals (MDGs), gli SDGs hanno visto in questi mesi una forte mobilitazione. È comunque necessario un rapido cambiamento.
Ce lo ha ricordato il Global Footprint Network: quest’anno l’8 agosto è stato raggiunto l’Earth Overshoot Day, cioè il consumo di tutte le risorse prodotte dal Pianeta nel corso dell’anno. Di anno in anno questa data è anticipata: nel 2000 era ancora a fine settembre.
C’è dunque molto da fare: i dati ci dicono che “consumiamo ogni anno 4,3 Italie”, collocandoci tra i Paesi meno capaci di contribuire al rinnovamento delle risorse naturali del Pianeta.
In Italia il compito di scegliere gli indicatori utilizzabili è affidato al Ministero dell’Ambiente, che ha anche il compito di elaborare annualmente la Strategia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, prevista dal “Collegato ambientale” approvato a dicembre 2015. In realtà questo compito va al di là delle funzioni del Ministero dell’Ambiente, perché la sostenibilità riguarda gli equilibri sociali, la salute, la parità di genere, il rispetto dei diritti. La scelta degli indicatori è appunto la prima fase di elaborazione di questa strategia e il Ministero sta lavorando con la collaborazione dell’ASvIS, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, che riunisce oltre 100 associazioni impegnate nel raggiungimento di tutti o alcuni degli Obiettivi. Se ne parlerà anche il 5 ottobre in Bocconi al Salone della CSR.