L’Italia ha da qualche settimana una società benefit in più: è Aboca che ha modificato il proprio statuto per sottolineare la sua vocazione di impresa che si impegna a perseguire l’utile ma a considerare il beneficio comune fattore centrale della propria strategia.
Un passaggio importante era stato fatto alcuni mesi fa con la trasformazione in società benefit di AFAM, l’Azienda farmaceutica municipalizzata di Firenze il cui pacchetto di maggioranza fa capo ad Apoteca Natura del Gruppo Aboca: l’azienda delle farmacie comunali fiorentine è stata la prima società a capitale misto pubblico-privato in Europa e la prima rete di farmacie al mondo a diventare società benefit (ne avevo parlato su questo blog nel mese di aprile).
Ora il passaggio della capogruppo che si impegna alla creazione di valore condiviso e che si concretizza in quattro aree di azione: ricerca e innovazione, miglioramento dell’ambiente, cultura e comunità, valore alle persone.
Come tutte le società benefit che integrano e rendono espliciti nei propri statuti gli obiettivi di beneficio comune oltre a quelli di profitto, Aboca rendiconterà ogni anno l’impatto dell’azienda attraverso la certificazione di un ente terzo che, tramite il Benefit Impact Assesment (Bia), valuterà il corretto adempimento degli oneri assunti dalla società e allegherà tale rendicontazione al bilancio aziendale.

Cosa c’è di nuovo
Aboca, con la modifica del suo statuto rende più esplicito il suo impegno verso il bene comune, stipulando ufficialmente un patto per una nuova armonia tra impresa, natura e comunità.