Il Gruppo Dani è nato come piccola conceria a conduzione familiare nel 1950 e oggi è fornitore di pellami di alta qualità per prestigiosi marchi della moda, dell’abbigliamento e delle più importanti case automobilistiche. Ci racconta brevemente quali sono stati i momenti più importanti di sviluppo della sua azienda?
Nato come piccola conceria a conduzione familiare nel 1950, Dani è oggi una S.p.A. da circa 1.000 dipendenti distribuiti tra i vari siti produttivi, tra le sedi in Italia e le affiliate estere si contano 6 stabilimenti, 213 milioni di fatturato di cui il 80% proveniente dall’export e l’1,5% investito in ricerca e innovazione. Realtà industriale capace di fornire pelli destinate a molti settori produttivi, Dani comprende le due divisioni Dani Automotive e Dani Home Style & Fashion, entrambi partner dei più prestigiosi marchi internazionali.
I momenti più importanti sono legati sicuramente al primo cambio generazionale, quando assieme ai miei fratelli, verso la fine degli anni 70, prendemmo l’azienda fondata da nostro padre. La grinta, la nostra dedizione al lavoro, unita a umiltà, lealtà, condivisione e rispetto reciproco sono stati i valori che ci hanno guidato alla realtà odierna.
Grazie poi alla costante crescita dell’azienda, all’espandersi di questa verso nuovi mercati internazionali, e quindi ad aziende più strutturate, abbiamo raggiunto il nostro primo grande traguardo nel 1997 ottenendo la certificazione ISO 9001, che tutt’ora abbiamo. Questo era un altro forte segnale che la nostra azienda si stava evolvendo nella maniera adeguata, confacendosi a sistemi e mercati che si sarebbero poi rivelati vincenti.
Nel 2005 poi un altro grande traguardo, ovvero l’apertura assieme ai nostri partner di due location straniere. La prima in Cina, a Guanghzou, e la seconda nel New Jersey. Con l’apertura di quest’ultima, abbiamo anche potuto portare il nostro magazzino di pelli finite oltreoceano, essendo più vicini ai nostri clienti americani e canadesi.
Nonostante la crisi mondiale iniziata nel 2008, abbiamo avuto nel 2009 la lungimiranza di acquistare una seconda conceria, impegnata nella produzione di pelli per il settore auto, che ci ha permesso di arrivare al portone di ingresso dei principali marchi automobilisti europei, dandoci la possibilità di dimostrare la nostra abilità tecnica e qualitativa anche in questo nuovo settore.
Questa operazione è quella che ci ha permesso di intraprendere nuovamente la strada verso l’estero, aprendo dapprima un reparto di taglio per sedili e volanti in Tunisia, e infine di entrare in collaborazione con una ditta slovena, che oltre a completare le operazioni di taglio, è anche in grado di offrire cover cucite per sedili. Entrambe le operazioni si sono rivelate vincenti, dandoci la possibilità di continuare.
Nonostante la dimensione che abbiamo raggiunto oggi, seppure tra molte gioie e alcuni dolori, rimaniamo comunque una realtà radicata al nostro magnifico territorio, che grazie ai nostri valori legati ad azioni responsabili e consapevoli, rimane oggi la guida lungo la strada nel campo della sostenibilità sociale, ambientale ed economica intrapresa da noi oramai 10 anni fa.

Dani è stata inclusa tra le 100 aziende più verdi d’Italia: nel vostro settore siete stati dei veri apripista. Quali sono state le motivazioni che vi hanno portato a scegliere di investire in sostenibilità?
Vorrei innanzitutto sottolineare che il rispetto dell’ambiente e delle persone, la cura del territorio, la correttezza imprenditoriale appartengono da sempre al patrimonio valoriale della mia famiglia e dell’azienda. Certo, la consapevolezza e la possibilità di misurare il reale impatto della nostra filiera e delle lavorazioni, ci ha permesso di intraprendere un percorso utile al raggiungimento degli importanti obiettivi che ci siamo posti.
Il fermo intento di rendere l’attività conciaria sempre più sostenibile per l’ambiente, si è poi incontrata con la crescente domanda internazionale di poter disporre di pelli di alta qualità e di basso impatto. Questo fattore ha dunque ulteriormente rafforzato le nostre strategie, incrementandone gli investimenti.
La Dani da una decina di anni sviluppa progetti di ricerca e innovazione nella convinzione che solo attraverso percorsi di sostenibilità sia possibile affermare nel mondo l’antica tradizione conciaria, esaltandone la qualità e arricchendola di un’alta compatibilità ambientale. L’impegno Dani si estende lungo tutta la filiera ed è attore principale del coinvolgimento dell’intero distretto di Arzignano, che vanta passioni, competenze e conoscenze invidiate nel mondo.
Il costante impegno della Dani in attività di ricerca e sviluppo è dettato dalla necessità di ridurre il consumo di risorse naturali e l’impatto ambientale della produzione, lungo tutto il suo ciclo, bisogno condiviso e sempre più richiesto anche dalla maggior parte dei nostri clienti e che ha portato la nostra azienda a sviluppare numerose innovazioni di prodotto, processo e organizzazione. L’esperienza e le conoscenze acquisite, grazie ai numerosi anni di ricerca, ai molteplici progetti e alle importanti collaborazioni, hanno permesso alla Dani di ottenere diverse certificazioni di sistema e di prodotto tra cui l’EPD (Environmental Product Declaration) e, prima al mondo nel proprio settore, la Carbon FootPrint, che rende possibile la precisa misurazione dell’emissione di CO2 nell’intero ciclo produttivo.
Partendo da questa misurazione, Dani si è impegnata a limitare e neutralizzare le emissioni di CO2 fino ad arrivare nel 2015 a lanciare il progetto Zero Impact. Con questo progetto Dani ha introdotto assieme ad esclusivi partner, una nuova concia esente da cromo e metalli pesanti (secondo la normativa ISO 15987). A queste innovazioni produttive, Dani ha affiancato un progetto di riforestazione che permette di neutralizzare completamente la quantità di CO2emessa.
Il percorso nel campo della sostenibilità, condiviso con tutte le maestranze di Dani, oltre a guidare ogni scelta strategica dell’azienda ha portato all’ottenimento anche di altre importanti certificazioni come il “Der Blaue Engel” che, grazie alla sua rigorosità nel fissare in limiti più restrittivi di quelli di legge il contenuto di sostanze pericolose, valutando il risparmio energetico e l’utilizzo di materie prime, permette di soddisfare anche le più esigenti richieste dei clienti della Germania e del Nord Europa. Proprio nelle giornate del Salone della CSR, alcuni nostri clienti saranno presenti ad una delle più importanti fiere dell’arredo negli USA con i primi manufatti in pelle Zero Impact, puntando su un vantaggio competitivo dettato da una crescente sensibilità del mercato nei confronti della tematica ambientale

Il personale della vostra azienda è composto in gran parte da lavoratori migranti. Come si gestisce una realtà complessa dove lavorano persone con culture, tradizioni, religioni diverse?
La ricerca ambientale non può essere disgiunta dalla ricerca nel sociale. A fine 2014, oltre la metà dei dipendenti Dani è di origine straniera ma quello che più meraviglia è che provengano da ben 23 diverse nazionalità.
Dani sta seguendo un percorso di Certificazione della Responsabilità Sociale. Certificare la propria Social Footprint significa soddisfare le crescenti richieste di trasparenza da parte del mercato in materia di sostenibilità della produzione, valorizzando l’organizzazione, le persone, la manifattura e la filiera e migliorando le condizioni etico-sociali di tutti gli attori della filiera. L’etichetta riportata direttamente sul prodotto permetterà al consumatore, sempre più sensibile e attento nella scelta dei prodotti da acquistare, di avere accesso in tempo reale a una serie di informazioni sulla tipologia dell’organizzazione produttrice e sui suoi dipendenti: ad esempio quanti uomini e quante donne impiega, l’età, le nazionalità coinvolte, la tipologia di mansioni svolte, l’origine dei fornitori ecc. Comunicare in maniera efficace e trasparente, garantendo la tracciabilità e supportando il consumatore nelle scelte d’acquisto, è un’esigenza particolarmente sentita al giorno d’oggi dalle aziende e dai primari clienti mondiali.
Attualmente stiamo affrontando la cosiddetta fase di ascolto: grazie all’impegno dei nostri comparti responsabili HR e certificazioni, stiamo realizzando una serie di questionari ed interviste per conoscere in modo più approfondito i nostri dipendenti, soprattutto extracomunitari.
In particolare stiamo censendo il loro percorso formativo (cercando di rapportarlo ai percorsi europei), la composizione del nucleo famigliare, l’iter lavorativo, ma anche competenze, abilità, hobbies, interessi, passioni che esulano dalle strette mansioni in azienda. Solo così potremo in seguito strutturare una serie di interventi a favore di una reale crescita personale e di un’efficace integrazione.
Per fare ciò ci avvaliamo anche di una giovane stagista cingalese, laureata in mediazione culturale, che favorisce comunicazione e relazione con gli intervistati.
Contemporaneamente analizziamo l’intera supply-chain, per accertare che tutti i nostri fornitori rispettino i parametri di legge relativi ai diritti dei lavoratori.

Giancarlo Dani è Amministratore Delegato del Gruppo Dani, guida l’azienda di famiglia dagli anni ’70, affiancato da quattro fratelli. Fermo sostenitore della sostenibilità socio-ambientale, ha portato il Gruppo all’ottenimento della prima Carbon Footprint mondiale di settore, suddividendo il proprio impegno tra l’azienda e i partner istituzionali in qualità di Consigliere di Acque del Chiampo SpA, past President dell’Associazione Chimici del Cuoio, Consigliere UNIC (Unione Nazionale Industria Conciaria), Consigliere della sezione Concia di Confindustria Vicenza.