La tua attività nell’interno del blog CSRnatives sta crescendo. In un recente post hai ricordato che il bilancio sociale dovrebbe diventare la carta d’identità delle PMI: cosa si potrebbe fare per diffondere maggiormente questo strumento anche tra le imprese più piccole?
La preoccupazione delle piccole-medie imprese nei riguardi della Responsabilità Sociale è spesso legata ai costi che si teme si dovrebbero sostenere in un approccio di business legato alla CSR.
Spesso non si tiene conto che i costi, pur essendoci, laddove riguardino la RSI non sono mere voci passive di bilancio ma reali investimenti sulla propria immagine e reputazione. Un miglioramento reputazionale nel lungo periodo porta sicuramente benefici importanti all’azienda in termini di profitto. Convegni, come quello promosso da ALTIS e organizzato da CSR Manager Network (di cui trovate qui l’articolo), sicuramente sono uno strumento per arrivare ai piccoli imprenditori. Serve più informativa che doti il piccolo imprenditore di consapevolezza su queste tematiche.
Inoltre, molte aziende di piccole dimensioni hanno già sviluppato al loro interno best practice, senza sapere che queste rientrano in comportamenti di Responsabilità Sociale. Ecco perché acquisire consapevolezza diviene un fattore necessario per lo sviluppo della CSR anche in piccole realtà imprenditoriali. Chi lavora da molto nel campo della Responsabilità Sociale è rimasto piacevolmente sorpreso dal comparto legislativo comunitario che ha reso, con la direttiva 95/2014 in fase di recepimento anche in Italia, il bilancio sociale obbligatorio per le imprese con più di 500 dipendenti. Il quesito che oggi ci si pone circa il futuro, è se questa svolta legislativa un giorno non possa riguardare anche le PMI. Sarebbe sicuramente una svolta epocale per il modo di concepire l’impresa.

In un altro post hai parlato dell’Enciclica del Papa, argomento sul quale è stato organizzato un evento anche a Il Salone della CSR e dell’innovazione sociale. Quali sono le tue impressioni dopo aver letto questo documento che sta facendo discutere anche chi si occupa di CSR?
Ogni mezzo che serva a divulgare la cultura della sostenibilità, credo sia un mezzo estremamente importante. Se questo strumento proviene dalla Curia papale acquista un valore maggiore perché dotato anche di risonanza mondiale. Il fatto che Papa Benedetto XVI, prima e Papa Francesco, oggi abbiano dedicando il loro Pontificato anche a queste tematiche, è un chiaro segnale di come queste siano sempre più legate alla società e sempre meno rilegabili in discorsi secondari. L’attenzione al clima, al territorio, al mondo economico, a quella che viene definita “la cura della casa comune” non è più rimandabile se vogliamo salvaguardare il nostro futuro.
Responsabilizzazione diviene la parola chiave di ogni comportamento attuabile e ognuno di noi deve necessariamente divenirne protagonista.

Per concludere, una domanda più personale: su quale argomento ti stai concentrando per la tua tesi?
Studiando giurisprudenza mi concentrerò in particolare sulla disciplina legislativa della CSR all’interno del panorama italiano, facendo un approfondimento anche su due modi di intendere la Responsabilità Sociale: mero strumento di marketing o propulsore di un nuovo modo di fare impresa? Credo sia interessante capire come entra la CSR in azienda, quale sia il suo sviluppo e quali siano le prospettive di crescita da qui a 10 anni. Ho deciso di analizzare come caso pratico l’azienda Guna, perchè prima realtà, non solo in Italia ma nel mondo, ad aver adottato uno strumento di rendicontazione aperto alla valutazione periodica e costante dei suoi stakeholder.

Elisa Pigoli, diplomata in ragioneria e studentessa di Giurisprudenza presso l’Università Cattolica di Milano, si sta laureando con una tesi sulle prospettive di CSR, portando come caso di studio l’azienda GUNA Spa. Csrnatives e redattrice del blog del Network, ha scritto in passato per Europacalcio.it e PrimaPaginaOnLine. È Volontario Civico presso il Comune di Cabiate, dove per un anno ha svolto il ruolo di Amministratrice delle pagine istituzionali Facebook e Twitter, occupandosi di comunicazione. Con CSRnatives prenderà parte alla Crowdinchiesta sul gioco d’azzardo diretta da EticaNews.